Foto-viaggiando del lunedì*: fare le cose coi piedi

egittoL’espressione “Fare le cose coi piedi” significa farle male. Eppure… i marinai delle piccole imbarcazioni che portano i turisti sul Nilo muovono il timone coi piedi e nessuno ha l’impressione che non sappiano quello che fanno. Hanno l’aria di essere talmente esperti nel loro lavoro, da potersi pure permettere di guidare la barca coi piedi. Questo sa talmente il fatto suo, che mentre guida coi piedi parla al cellulare…

Un piccolo ricordo dell’Egitto, paese dalla cultura millenaria e dal presente tormentato. L’ho conosciuto solo di sfuggita e mi ha lasciato tante curiosità…

* Questo post nasce da un’idea di Patato Friendly – diario di viaggio e non di una mamma viaggiatrice e del suo piccolo Patato

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Carnevale: la fantasia su ruote sfila sotto casa

Devo ammetterlo, non amo particolarmente gli eventi carnevaleschi, sfilate, parate, carri e tutti quei dolci fritti che non posso mangiare nella quantità che vorrei… Ogni tanto avrei la curiosità di andare il Carnevale di Venezia ma penso che una volta lì mi verrebbe un attacco di panico da eccesso di folla. O a volte mi chiedo come potrebbe essere il Carnevale di Rio….

Per fortuna ho un piccolo carnevale curioso proprio vicino a casa. Anzi a casa. A Imola si svolge ogni anni (dal 1996 mi pare) il Carnevale dei Fantaveicoli. Il “concept” è peculiare: passione per i mezzi di spostamento + slancio ecologico + inventiva romagnola e mettiamoci pure Imola città dei matti = carnevale dei Fantaveicoli.

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foto: Antonio Malagutti

Al posto dei tradizionali carri motorizzati qui sfilano mezzi a trazione umana,  dai più semplici ai più complessi e arzigogolati. Ci si può iscrivere e sfilare con qualunque mezzo che corrisponda ai requisiti ecologici: va bene anche un bici “pimpata” e un buon costume, ma chiaramente c’è un concorso e se si vuole vincere bisogna elaborare un progetto veramente speciale. Altrimenti si resta tra il pubblico, ci si gode lo spettacolo (e i dolci fritti).

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foto: Daniela Patanè

Turchia: mangiare in volo

Insieme al cibo degli ospedali e le mense del carcere, i pasti serviti a bordo degli aerei sono in gara per il titolo di Peggior Rancio di Sempre. Nonostante si noti negli ultimi anni un certo miglioramento, generalmente le pietanze servite in volo nei tristi vassoietti di plastica bianca sono per molti uno dei maggiori disincentivi al viaggio.

L’annuale indagine di Skyscanner premia le compagnie di volo turche. Ne parliamo su Istanbul Avrupa….

Scrub alla crostata (e altre specialità nelle vetrine di Bologna)

ImmagineChe ci si passi per la prima o per la millesima volta, ci sono angoli di una città che mantengono inalterato il proprio fascino. Più che fascino, lo chiamerei gusto, colore, inflessione, quel tratto chiarissimo ma indefinibile che dice “Questa è Bologna”.

Uno di questi posti nel capoluogo emiliano è “il quadrilatero”. Sin dal Medioevo il crocicchio di stradine tra via Clavature, Pescherie Vecchie e Drapperie è dedicato al commercio e qui, tra un fioraio, una pescheria e qualche locale da aperitivo si può notare lo spirito acuto ma schietto, tipico del commerciante felsineo.

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Gli storici cartelli con cui il forno Atti racconta i propri prodotti locali a chi non è del posto (chissà come interpreta un forestiero il verbo “sgurare“?)

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Le mortadelle reclamano la loro nobile discendenza, con tanto di documenti ufficiali e stemmi

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Se la battaglia coi derivati del porco è persa sul fronte storico, al pesce non resta che reinventarsi in pescherie moderne e dal sapore cosmopolita

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Quanto a sgrammaticature ce ne è per tutti i gusti e per tutte le abitudini alimentari. I carnivori si lanceranno sul ROSBIF di manza

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I vegetariani preferiranno i ZUCHINI…

Anche se a me resta il dubbio: non era IL manzo e La zucchina???

Il Kadayif spiegato a Travel Food

“Il primo ingrediente necessario è un Vero Palato da Dolci. Chi fa il Tiramisù coi Pavesini e annovera l’ananas tra i dessert non può apprezzare veramente i dolci turchi. Per me, che vivrei di zucchero, le specialità ad altissimo indice glicemico sono una delle cose che mi ha fatto innamorare della Turchia. Sul posto mi sono sempre concentrata sul baklava, lokum e dondurma (ebbene sì, mi piace anche il gelato turco, fucilatemi), una volta a casa ho deciso di cimentarmi nella realizzazione del kadayif, il tradizionale dolce “a filini””.

Continua su TravelFood2012.

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Baklava e affini al Gran Bazar di Istanbul