(R)Assicurazioni….

Una simpatica ragazza che lavora in un’agenzia di comunicazione spagnola mi ha mandato questa infografica, chiamandomi “Donatella” e sostenendo di leggere il mio blog. Dubito di ciò ma condivido l’infografica, semplicemente perché mi piace visivamente e gli errori grammaticali contenuti sono simpaticissimi!

Sul tema in oggetto (assicurazioni di viaggio) sono impreparata. Non le ho mai stipulata una, non credo che lo farò (se non altro per scaramanzia) ma non si può mai sapere….

Certo che alcune delle evenienze elencate avrebbero potuto capitarmi benissimo:

– Avventura gastronomica in Pakistan no… ma in India sì
– Morso di squalo… evitato sapientemente alla Hawaii, non allontanandomi mai troppo dal bagnasciuga
– Fotocamera che cade in terra e va in pezzi: non necessariamente sulla Torre Eiffel Potrebbe capitarmi in ogni momento e in ogni luogo del mondo, anche a casa.

In compenso sono abbastanza sicura che non farò mai un “trek in una zona isolata”.
Forse potrei fare un’assicurazione contro l’indigestione di donuts e carrot cake in America. Più probabile che mi capiti…

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Nuova App di Minube per chi possiede un iPhone (e chi oggigiorno non possiede un iPhone?)

Si dice che il futuro non appartenga alle specie più forti ma a quelle più predisposte al cambiamento. Se è così, io come viaggiatrice sono l’equivalente di un triceratopo: praticamente già estinta. Quando viaggio, resto ancorata ai miei appunti,  al Moleskine, alle foto che rimangono nella memory card fino al giorno del ritorno a casa.
Fortunatamente per il concetto di evoluzione, non tutti sono come me; oggi “vanno molto” i  turisti flashpackers, la condivisione delle informazioni e il restare connessi anche in viaggio. 
Per tutti coloro che fanno parte di questa categoria c’è una novità da Minube: la nuova applicazione per iPhone, utilissima per trovare le proprie destinazioni in tempo reale e condividerle con altri viaggiatori. Sembra un post sponsorizzato ma non lo è (oltretutto sono incorruttibile…Minube non potrebbe nemmeno omaggiarmi dell’app, dato che non possiedo un iPhone); ci tenevo a segnalare questa news perché Minube mi è sempre piaciuto; un socialino veloce, leggero e funzionale che apprezzo molto. Ho in mente molte mete da condividere e un po’ mi sento in colpa per averlo trascurato (ma si può sentirsi in colpa nei confronti di un social network? Saremo malate noi donne?). Comunque sappiate che nella lista dei miei buoni propositi c’è anche l’aggiornamento dei posti preferiti su Minube. Intanto per farsi venire voglia di scaricare l’app, c’è un video molto carino…. Take a look. 

Il peggiore "outfit turistico"

Riceviamo e volentieri pubblichiamo:
 
Qual è stato l’indumento più inguardabile dell’estate 2012? Quale l’outfit  meno invidiato al mare? Per scoprirlo, lastminute.com, uno dei principali player nell’ambito del turismo online, ha realizzato un sondaggio che ha coinvolto circa 25.000 utenti di tutta Europa, tra cui 1.500 italiani. Agli intervistati è stato chiesto di stilare una classifica sugli errori, che spesso diventano orrori, che si dovrebbero evitare in spiaggia.
 
Perizoma e topless non sono per tipe da spiaggia
L’indagine non lascia scampo a dubbi: il perizoma è l’indumento meno cool dell’estate 2012. Questo ha decretato la maggioranza degli Europei. Il 49%, infatti, sostiene che il perizoma sia assolutamente da vietare agli uomini, ma anche alle donne (19%). I clienti di lastminute.com poi, non possono vedere gli uomini in mankini (24%), costume salito alla ribalta delle cronache e del fashion più kitsch con il film Borat, e in generale con i costumi da mare troppo aderenti (5%). Le donne, per essere fashion e cool anche in vacanza, dovrebbero rinunciare al topless per il 18% degli intervistati, ma – per l’8% – bisognerebbe evitare anche i bikini troppo grandi. Gli italiani, in particolare, sono più infastiditi dal topless (14%) che dal perizoma (9%): un risultato che è il frutto della somma delle risposte fornite da uomini e donne. se si analizzano i dati dei  soli uomini, infatti, la situazione si capovolge: l’11% di loro ha risposto che il peggior outfit per una donna in spiaggia è il “costume intero”.
 
Evitare l’accoppiata sandalo e calzino, fare attenzione alla pedicure e non dimenticare la scorta di lamette
Anche in vacanza non bisogna mai tralasciare i dettagli, in modo da mostrarsi sempre al meglio. Così gli uomini devono rinunciare al terribile calzino bianco e sandalo in plastica. Il 42% degli intervistati italiani lo ritiene il peggior abbinamento possibile. Seguono lo smalto per le unghie (18%) e i piedi poco curati (7%). Non è necessario invece rinunciare ai drink: solo il 2% ha risposto di non sopportare la classica pancetta alcolica.
Per quanto riguarda le donne, gli italiani proprio non riescono a sopportare le gambe (38%) e ascelle (27%) non depilate, mentre sono più permissivi con la cellulite, malvista solo dal 2% degli intervistati (tra gli uomini la percentuale sale al 5%).
 
L’italiano rimane sempre il più cool e fashion victim
Confermando tutti gli stereotipi relativi alla moda e al lifestyle, l’Italia si conferma, secondo il giudizio degli europei intervistati da lastminute.com, una delle nazioni che si veste meglio in Europa. Al contrario, gli inglesi conquistano il primato del peggior look  in Europa con il 22%, seguiti da tedeschi (19%) e americani (8%).
Tra gli italiani, invece, il mito del vacanziere malvestito, in sandalo e calzino soprattutto, è made in Germania. I tedeschi sono considerati quelli che si vestono peggio di tutti da ben il 34% degli intervistati.

In viaggio con la letteratura

Anche il peggiore dei romanzi racconta i luoghi in cui è ambientato meglio della più accurata guida turistica. Cogliendo l’invito, che mi hanno lanciato su Twitter, Nonsoloturisti.it, voilà una personalissima selezione sulle “guide letterarie” che consiglierei per entrare nello spirito di un luogo.
 
EGITTO
Assassinio sul Nilo” è un classico e probabilmente il testo più adatto per essere letto durante una crociera. Però per sperimentare un assaggio dell’Egitto moderno con tutte le sue inquietudini, bisogna leggere Ala Al-Aswani: prima del mio piccolo tour egiziano, lessi la raccolta di racconti “Se non fossi egiziano” e l’immancabile “Palazzo Yacoubian”. In “Ti ho amata per la tua voce” Nassib Selim racconta la leggenda di Umm Kalthum, la più grande cantante del mondo arabo; è un poetico affresco dei mitici Anni Cinquanta al Cairo.
 
INDIA
Difficile scegliere. La letteratura indiana è un universo vastissimo e multisfaccettato tanto quanto il subcontinente. Io ho amato particolarmente “Il Dono della Dea” di Radhika Iha, che nel difficile equilibrio tra tecnologia e spiritualità, descrive bene le contraddizioni di questo paese. Chiunque abbia viaggiato su un treno in India, capirà le atmosfere di “Cuccette per Signora” di Anita Nair: sei voci femminili in uno scompartimento raccontano la vita e la ricerca della felicità, come solo le donne sanno fare. Più leggero e ironico “Un misero 18” di Chetan Bhagat: le goliardate di un gruppo di studenti dell’Indian Istitute of Technology, attraverso le quali si legge però l’ambizione e il desiderio di affermarsi nel mondo dei giovani indiani.
 
 ISTANBUL
Mai più senza “La bastarda di Istanbul” ma anche “Il palazzo delle pulci”. Elif Shafak è la più toccante cantatrice della città sul Bosforo. Certo non si può dimenticare “Istanbul” di Orhan Pamuk o “Il signor Cevdet e i suoi figli”: Pamuk è una lettura impegnativa ma vale lo sforzo. Jason Goodwin è autore di una serie di romanzi ambientati nella Istanbul dell’800 e che hanno per protagonista il detective eunuco Yashim; chi non ama il romanzo storico vi può trovare interessanti assaggi della cucina turca (nell’ultimo “L’occhio del Diavolo” c’è una ricetta per il branzino, che prima o poi proverò).
 
PRAGA & Repubblica Ceca
Non saprei quale scegliere tra i romanzi di Milan Kundera. Credo di averli letti tutti. Kundera piace o non piace, c’è chi lo ama e chi si soccombe sotto il peso e la lentezza del suo scrivere. A chi vuole provare consiglierei comunque “L’insostenibile leggerezza dell’essere”, che fotografa Praga nel momento dell’occupazione sovietica. Non si può non menzionare Bohumil Hrabal, di cui si può leggere tutto: a scelta “Treni strettamente sorvegliati”, “Una solitudine troppo rumorosa” “Ho servito il Re d’Inghilterra”. “Il buon soldato Scvèik” è un classico della letteratura ceca, un po’ come  I Promessi Sposi per quella italiana. Al posto del moralismo manzoniano Jaroslav Hašek ha messo il tipico umorismo nazionale, sempre al limite tra ironia e sarcasmo, e la critica antimilitarista.

Porta i bimbi alle Hawaii

Ad eccezione di assassini, trafficanti di organi e uomini che indossano i fantasmini, tutti meritano un viaggio alle Hawaii. Almeno una volta nella vita. Le mete “tradizionalmente” paradisiache non sono le mie preferite ma le incantevoli isole a ovest degli States sono capitate sulla mia rotta quasi per caso e hanno scardinato con un piede di porco tutti i miei pregiudizi sui luoghi da cartolina. Eppure quello alle Hawaii resta per molti un viaggio da sogno (nel senso che ci si limita a sognarlo e non lo si fa mai). Le ragioni principali sono due:

Le Hawaii sono lontane
E’ così. Dall’Italia ci vuole un volo con due scali e circa 24 ore. TUTTAVIA non sono più lontane della Nuova Zelanda o dell’Australia (meta che invece molti raggiungono senza pensarci troppo…) E’ qualcosa che si può affrontare con una certa serenità. Il volo è dall’Europa alla costa ovest e da lì altre 5 ore. All’andata si è sorretti dall’adrenalina, dunque non ci sono problemi. Al ritorno si può sempre “spezzare” il viaggio, facendo una tappa di un giorno a San Francisco o Las Vegas, prima di tornare a casa. E poi, non dimentichiamoci che “Il viaggio è la meta” 🙂

Le Hawaii sono care
Non starò a dire che per un volo Bologna-Honolulu c’è RyanAir. Difficilmente si vola con meno di mille euro. TUTTAVIA organizzandosi (ovvero prenotando con alcuni mesi di anticipo) si può restare attorno a questa cifra, senza superarla. La grossa spesa è questa; una volta arrivati, in tutte le isole c’è un’offerta di alloggi, ristoranti e spostamenti alla portata di tutte le tasche. E in generale si spende quanto negli Stati Uniti (ovvero sempre meno che in Europa)

Le Hawaii sono il paradiso dei surfisti… ok, ma chiunque può costruirsi la sua vacanza su misura, anche se non ha mai messo piede su una tavola e non gliene potrebbe fregare di meno di iniziare. Lo so per esperienza, facendo parte di questa categoria. Ma soprattutto, lo dico per Roberta che ha introdotto il tema, le Hawaii sono un posto bellissimo dove portare i bambini!
Per diverse ragioni: 

La “metropolitana” Honolulu

A Honolulu, si può fare il bagno in tutta tranquillità, perché la spiaggia di Waikiki e “schermata” da frangiflutti, si può fare un giro in sottomarino o con la tradizionale canoa (si va in gruppo e con l’istruttore, così è sicuro e più economico).  A Honolulu c’è anche il famoso Bishop Museum, che io non ho visto ma ho letto che ha itinerari per bimbi sulle scienze naturali e sulla cultura hawaiana.

La natura 
L’isola di Big Island ha alcune cose meravigliose per i piccoli. Innanzitutto il parco nazionale dei vulcani Mauna Loa e Kilauea. Dalle foto sembra uno spettacolo spaventoso, ma lo show della lava si guarda sempre da molto lontano e intorno alla zona vulcanica c’è una bellissima (e umidissima) foresta del tipo “pluviale”; liane, enormi felci e fiori mai visti. Inoltre a Big Island c’è il Pu`uhonua O Hōnaunau, che solitamente diverte i bambini anche solo per il nome. Qui è riprodotto uno storico villaggio polinesiano (con tanto di capanne e spaventose maschere in legno). Bellissimo e…dall’atmosfera magica. Non a caso è un luogo sacro, dove è vietato fare il bagno. 

Gli animali 

 Nella zona sud di Big Island si trova la spiaggia nera di Punaluʻu, che è uno spettacolo di per se’ ma soprattutto per le enormi tartarughe che ci polleggiano. Se le tartarughe sono troppo lente e i bimbi vogliono qualcosa da più “rock”, all’Ocean Center di Maui si può anche… dormire con gli squali (informarsi sulle date perché non credo sia possibile farlo tutti i giorni)

Per un più semplice snorkeling, le spiagge kid-friendly sono Hanauma Bay (Oahu), Kealakekua Bay (Big Island) e Hulopoe Beach (Lanai).
Il sogno

Tutte le isole sono state set di film e telefilm, vecchi e nuovi. A Oahu è stato girato Lost, tanto per dirne una e c’è ancora la villa di Magnum PI (purtroppo non visitabile). Nell’isola di Kauai organizzano veri e proprio “Movie Tour” lungo i set naturali di Tropic Thunder, Pirati dei Caraibi, Jurassic Park… o il meno avventuroso Paradiso Amaro con Clooney. Non me ne vogliano gli operatori, ma non credo sia davvero necessario acquistare uno di questi tour per sentirsi in un film. Le Hawaii sono indimenticabili per l’atmosfera serena e rilassata che si respira in ogni angolo, per la tranquillità delle persone, per il clima un po’ capriccioso (ogni pomeriggio fa una pioggerella, soprattutto nelle coste est delle isole) ma sempre mite, per l’inesprimibile spirito di Aloha, che… come tale non si può esprimere ma c’è. Si sente e non si dimentica.

Risorsine on line per andare alle Hawaii con i bambini:
La trasmissione “In viaggio coi bambini” in onda su Sky ha dedicato diverse puntate alle Hawaii 

Qui il reportage del mio viaggio… 

L’India fuori stagione

 L’India fuori stagione

Il periodo nel quale abbiamo scelto di viaggiare non è il migliore dal punto di vista meteorologico perché le temperature sono alte e possono tranquillamente sfiorare i 40 gradi. Tuttavia il caldo che abbiamo sofferto è stato quasi sempre sopportabile, anche perché il clima è secco (il Rajasthan è una regione praticamente desertica) e abbiamo bevuto come cammelli (fino a 6 litri di acqua in due) .

Un paio di vantaggi; l’assenza di altri turisti e i prezzi stracciati che ci hanno permesso di dormire in posti bellissimi. Sicuramente certi servizi sono ridotti, alcuni hotel non aprono il ristorante o la piscina (lo so che non è per andare in piscina che avete scelto un viaggio in India, ma vi assicuro che a quelle temperature e dopo spostamenti così faticosi, un tuffo in piscina a volte è provvidenziale…) e i cacciatori di turisti si accaniscono con ancora più virulenza sui pochi che trovano.
Ma per la mia esperienza posso dire che gli aspetti positivi superano quelli negativi; tutto sta a quanto si sopporta il caldo.