Rabat e la medina tutta azzurra

La prima medina non si scorda mai. Per me è stata Rabat; una città non particolarmente esplorata dai turisti, certamente meno di Marrakech o Fes. Come tutte le capitali è luogo di ambasciate e grandi viali. Si trova a picco sull’oceano e nei suoi dintorni fioriscono rigogliosi i campi da golf.  Monumenti, mura, minareti e i resti della moschea di Hassan sono le attrazioni per chi si sposta fino al lato più occidentale del Marocco. Però io ricordo con emozione le piccole viuzze della medina. Le piccole botteghe, i panni stessi, i bambini che giocano. Ricordo che uno di loro mi è passato accanto di corsa, incitando i suoi amici “Jalla, jalla!” (…il brivido di capire qualcosa, anche solo una singola parola, in una lingua sconosciuta…).

Qui tOLYMPUS DIGITAL CAMERAutto si gioca sui colori dell’azzurro e del bianco. Qui si può sbirciare nelle abitazioni, quando qualcuno apre la porta per entrare o uscire; non si dovrebbe fare ma la curiosità è troppa e i muri di queste piccole case sembrano nascondere micro-universi affascinanti. Qui su ogni porta c’è la Mano di Fatima, uno dei più potenti amuleti contro il malocchio, secondo la tradizione islamica. Si usa come battente: così, mi ha spiegato Mostafa, chi vuole entrare in una casa deve per forza toccare l’amuleto e le eventuali energie negative che porta con se’ vengono neutralizzate.OLYMPUS DIGITAL CAMERAOLYMPUS DIGITAL CAMERA

Chissà se funziona…

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