MINIREPORTAGE – 72 ore a Parigi

Un anniversario da festeggiare quasi improvvisato. Difficile programmare un Paris Tour di veramente pochi giorni. Soprattutto perchè io avevo già visitato la capitale francese tre volte mentre Massi era alla prima esperienza. Tornare al vedere la Tour Effeil o avventurarsi finalmente a Belleville? Abbiamo azzardato una sintesi, saltellando tra Les Invalides e i mercatini in Place Bastille, tutto (o quasi) rigorosamente sotto la pioggia.
Giovedì 14 maggio. Il volo RyanAir ci scarica a Parigi Beauvais, circa 70 km da Parigi. Il viaggio è comodo perché sono organizzati con dei bus che ci trasportano direttamente nel centro di Parigi. Non lo sapevamo, è una bella sorpresa. Abbiamo trovato su Booking l’hotel Meridional, abbastanza economico, in un quartiere periferico non lontano da Monmartre, ma isolato da ogni zona turistica. Un quartiere decisamente parisien du Nord, con molti kebab e pasticcerie arabe.
Arriviamo in albergo nel primo pomeriggio, e dopo una rapida doccia usciamo. Prima destinazione il lungo Senna, da Les Invalides, verso Notre Dame. Il pomeriggio della prima giornata lo spendiamo passeggiando in questa zona, poi, con i primi morsi della fame, ci dirigiamo verso il quartiere di Saint Germaine, dove ceniamo in un ristorante vietnamita. In questo pomeriggio sprazzi di sole ma anche molte nuvole minacciosissime.
Venerdì 15 maggio. Molte tappe, molto concentrate. Faccio gli “onori di casa” a Monmartre, Sacre Coeur, Pigalle (obbligatorio il tour del sexy shop) tutte zone che conosco (ma come mi mancano i negozietti arabi di Barbes!) e mi comporto come chi sa dove si trova. Ma non è proprio così… neanche consultando la guida trovo Place du Tertre. Dopo aver girato un po’ in zona decidiamo di abbandonare l’idea. Massi è impaziente di vedere Les Invalides e di incontrare da vicino quel che resta di Napoleone. Lo seguo volentieri perché questa parte invece non l’ho visitata nei miei scorsi viaggi. Purtroppo l’ala del museo dedicata alla Grande Armata, quella che Massi descrive come “uno dei motivi fondanti di questo viaggio”, è chiusa. Intanto il tempo volge al brutto, e poi al meno brutto; noi ci dirigiamo verso la Tour Effeil, perché quella non si discute. 800 gradini di torre e possiamo godere di una bellissima vista di Parigi dall’alto con il sole che squarcia le nuvole. Alla sera torniamo a Saint-Germaine, scegliamo con cura un ristorante francese, scartando quello accanto perché ci sembra troppo “turistico”, ma quando chiediamo se c’è posto, ci dirottano nell’altro. Stesso proprietario, stesso menù, praticamente stesso ristorante. Rimaniamo un po’ perplessi, ma accettiamo, anche perchè abbiamo fame. Mangiamo fonduta, vitello e un ottimo fois gras, tra orde di turisti rumorosi e sotto una bandiera dell’Inter. E’ il nostro anniversario.
Sabato 16 maggio: Abbiamo formalizzato la nostra colazione francese: baguette dolce al cioccolato comprata nella pasticceria araba vicino all’hotel e caffè espresso nel terribile baraccio di fronte. Una boccata di vera Parigi ogni mattina prima di buttarci nella mischia del turismo. Oggi parte coi mercati e le vetrine. Andiamo a Place Bastilla, dove rivedo la bellissima Operà e la storica piazza, anche se Massi non sembra molto impressionato. Qui troviamo un mercatino dell’antiquariato dove compro dei sandali in corda fatti a mano e poi ci lanciamo in una lunga passeggiata nella zona del Marais. Massi fa un po’ di shopping, anche lui scarpe, io sono obbligata a comprare un ombrello (il tempo continua ad essere altalenante) e una sciarpina. Nel pomeriggio ci separiamo io vado alla Maison européenne de la photographie, Massi torna a Les Invalides, a caccia dell’ala napoleonica. Che è ancora chiusa. Non era destino (o forse è proprio il destino che ci dice che dovremo tornare a Parigi ancora e ancora…:-).
Nel pomeriggio la pioggia fa del suo peggio. Quando ci ritroviamo gironzoliamo ancora un po’ in zona Les Halles, decidiamo che, dato il poco tempo a disposizione, il Beaubourg ci basta vederlo da fuori (anche se a me non dispiacerebbe rivisitarlo dopo oltre 20 anni). Dopo avere depositato le buste in albergo, torniamo nel Marais, e con molte difficoltà, scegliamo un ristorante. Carino, tipico ma moderno al tempo stesso, intimo, affollatissimo, peccato non aver segnato il nome…
Domenica 17 maggio. Supercorsa verso il bus, temendo di perdere l’aereo per un po’ di ritardo. Per fortuna abbiamo comprato all’andata i biglietti del bus, e quindi ci aspettano. Torniamo in Italia, ci sono 30 gradi, tutto bene. A parte il fatto che non siamo più a Parigi. Ma credo proprio che torneremo, almeno ancora una volta.E poi ancora un’altra e un’altra…

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