Foto-viaggiando del lunedì: Sous le ciel de Paris

fotoviaggiandoparigiA Parigi tutto è fashion e ogni tre passi si inciampa in un set fotografico.
Chissà perché questo fotografo ha scelto di piazzare la sua modella tra le braccia bronzee di una statua? Il vento soffia, senza nessun rispetto, scompigliando la capigliatura bionda e perfetta. Il cielo è grigio ma è pur sempre il cielo di Parigi e quindi può permettersi qualunque impertinenza. Come cantava qualcuno:  “Il cielo di Parigi non è crudele mai a lungo e per farsi perdonare offre un arcobaleno

Cioccolato (dolce e sporcaccione)

La pioggia non perdona. Prosegue da giorni e non so se il finesettimana sarà risparmiato… Peccato perchè domani, a pochi chilometri da casa mia, a Castel San Pietro Terme “città slow” , parte una rassegna gastronomica tutta dedicata al cioccolato. Castel San Pietro è una località graziosa, potrebbe essere interessante farci un salto, con la scusa del cacao. Le rassegne dedicate al cioccolato sono sempre più diffuse in queste zone d’Italia da qualche anno a ‘sta parte. “Terme e Cioccolato” ha la particolarità di indire ogni anno un concorso per premiare la migliore pralina o la migliore ricetta a base di cioccolato e miele. Il lussurioso cibo degli dèi incontra il più tradizionale rimedio contro il mal di gola.  La trasgressione sposa la dolcezza. E per rappresentare questo irresistibile incontro tra opposti, ci piazzo due foto:

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Teneri angioletti di cioccolato fotografati alla scorsa edizione di “Terme e Cioccolato” (dal sito della manifestazione)

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Sporcaccionate varie fondenti e al latte in vetrina in una cioccolateria di Bruges…  foto Daniela – e chi altri se no? :-)

Quattro cose che non sai su Castel San Pietro

- E’ nel circuito delle Città Slow la “Rete internazionale delle città del buon vivere”

- E’ sede termale dal 1337 – Terme di Castel San Pietro

- E’ il paese natìo dei genitori e dei nonni di Daria Bignardi, che non manca di ricordarlo e ne parla anche nel suo ultimo libro “Non vi lascerò orfani

- Come arrivarci

Fotoviaggiando del lunedì*: una settimana da Amish

OLYMPUS DIGITAL CAMERACampagna silenziosa, solo il rumore dei cavalli che tirano il calessino, serate passate accanto alla stufa, cibo semplice e genuino, niente televisore. A chi non piacerebbe una settimana da Amish? Disintossicarsi da computer, I-phone, I-pad I-roba varia, scollegarsi. Le contee Amish della Pennsylvania ti fanno venire nostalgia di luoghi ed epoche nei quali non hai mai vissuto. Poi pensi ai lunghi vestiti scuri, ai dogmi, alle regole e ti ricordi che “Il posto più bello è quello dal quale si può andare via“.

Una settimana, non un giorno di più.

* Questo post nasce da un’idea di Patato Friendly – diario di viaggio e non di una mamma viaggiatrice e del suo piccolo Patato

Un pizzico di spezie (appunti a margine di una cena pakistana)

zuppa

E’ banale dirlo, “La cucina pakistana ricorda quella indiana”. Indiani e pakistani, pur nelle diverse visioni religiose e nonostante le guerre che si sono fatti dal 1947 in poi, sono sostanzialmente lo stesso popolo. E condividono la cucina speziata e piccante che sempre più persone apprezzano anche qui da noi.  L’altra sera sono stata ad un evento insolito per il posto in cui vivo; una cena pakistana, organizzata da Trama di Terre, associazione che si occupa di accoglienza per donne migranti. E’ stata un’occasione per riportare alla memoria alcuni dei sapori che io ho conosciuto in India e per imparare qualcosa di più sull’universo misterioso delle spezie…

spezieturcheIl coriandolo: si usa in semi, perché quello fresco “puzza di cimice”. Il nome dei coriandoli di Carnavale deriva proprio da questa spezia, i cui semi venivano una volta ricoperti di zucchero e usati durante le feste, proprio come coriandoli….molto prima dell’invenzione di quelli di carta.

Il cardamomo: questo seme profumatissimo non puzza di cimice… ma purtroppo ne ha l’aspetto! Si utilizza come deodorante dell’alito oppure si può pestare e mettere nella miscela nella caffettiera. Il caffè ci guadagnerà un tocco esotico.

Il cumino: Ne esistono molti tipi diversi. Il Carum carvi, detto anche cumino dei prati o tedesco, il cumino nero diffuso in India, Iran e Tagikistan, la Nigella sativa, anch’essa conosciuta come cumino nero e utilizzata nella cucina bengalese. Il “vero cumino” è il Cuminum cyminum, proveniente dall’Iran e detto anche Cumino di Malta: perché spesso le spezie prendono il nome non dal luogo di origine ma dal porto nel quale venivano imbarcate.

La cannella: Forse non tutti sanno che la cannella abbassa la glicemia. Si usa nei dolci della tradizione mediorientale, che proprio per questo hanno un picco glicemico relativamente basso, nonostante le quantità industriali di zucchero e miele che contengono.

I chiodi di garofano: schiacciare un chiodo di garofano tra i denti ha l’effetto di un anestetico, quando si fa mal di denti. E’ un metodo un po’ brusco ma in mancanza di meglio di può provare…

Lo zenzero: E’ il migliore rimedio naturale contro la nausea e d’inverno si può aggiungere a te’ e tisane per liberare le vie respiratorie.

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Foto-viaggiando del lunedì*: (piccolissime) cronache dalla Terra dei Sorrisi

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C’era una volta e c’è ancora…la donna più piccina del mondo. Non abita in una favola, ma nel nord della Thailandia, nei dintorni di Chiang Rai. Vive vendendo ai turisti oggetti realizzati con la particolare tecnica di ricamo geometrico, tipica dell’artigianato locale. Sarà per le sue dimensioni o per le tecniche di direct marketing perfezionate negli anni o per il sorriso irrestibile, ma è impossibile sfuggirle (i due cuscini ricamati che ho sul divano di casa possono testimonarlo). E quando la piccola venditrice acciuffa un turista di passaggio gli piazza sulla testa un buffo copricapo.

E ride sempre come se fosse la prima volta.

* Questo post nasce da un’idea di Patato Friendly – diario di viaggio e non di una mamma viaggiatrice e del suo piccolo Patato

Rabat e la medina tutta azzurra

La prima medina non si scorda mai. Per me è stata Rabat; una città non particolarmente esplorata dai turisti, certamente meno di Marrakech o Fes. Come tutte le capitali è luogo di ambasciate e grandi viali. Si trova a picco sull’oceano e nei suoi dintorni fioriscono rigogliosi i campi da golf.  Monumenti, mura, minareti e i resti della moschea di Hassan sono le attrazioni per chi si sposta fino al lato più occidentale del Marocco. Però io ricordo con emozione le piccole viuzze della medina. Le piccole botteghe, i panni stessi, i bambini che giocano. Ricordo che uno di loro mi è passato accanto di corsa, incitando i suoi amici “Jalla, jalla!” (…il brivido di capire qualcosa, anche solo una singola parola, in una lingua sconosciuta…).

Qui tOLYMPUS DIGITAL CAMERAutto si gioca sui colori dell’azzurro e del bianco. Qui si può sbirciare nelle abitazioni, quando qualcuno apre la porta per entrare o uscire; non si dovrebbe fare ma la curiosità è troppa e i muri di queste piccole case sembrano nascondere micro-universi affascinanti. Qui su ogni porta c’è la Mano di Fatima, uno dei più potenti amuleti contro il malocchio, secondo la tradizione islamica. Si usa come battente: così, mi ha spiegato Mostafa, chi vuole entrare in una casa deve per forza toccare l’amuleto e le eventuali energie negative che porta con se’ vengono neutralizzate.OLYMPUS DIGITAL CAMERAOLYMPUS DIGITAL CAMERA

Chissà se funziona…